L’inizio di una carriera in architettura è stato perfettamente riassunto da Antonello Venditti, infatti il ritornello di una sua celebre canzone recita: 

“E quando pensi che sia finita, è proprio allora che incomincia la salita…”  

Antonello Venditti

Lo stesso si può dire di un neolaureato in architettura. Dopo anni di fatiche ed abusi, ottieni finalmente quell’agognato pezzo di carta. 

Pensi che sia finita ed invece… “incomincia la salita”. 

 

Photo by Jukan Tateisi

La salita a cui mi riferisco riguarda l’ingresso nello studio d’architettura in cui ambisci lavorare.  

Il mezzo per superarla indenne esiste e si chiama portfolio. In questo articolo ti illustro tre semplici step da seguire per progettare un portfolio epico che ti permetta di raggiungere i tuoi obbiettivi. 

LA NECESSITA’ DI AVERE UN PORTFOLIO

A dispetto di altre forme di selezione del personale, negli ambiti professionali di inclinazione artistica come architettura, grafica, fotografia etc. è necessario dimostrare la abilità sviluppate durante gli anni precedenti attraverso la presentazione dei propri lavori.  

Il portfolio è il documento che dimostra le tue abilità grafiche e progettuali. Pertanto è necessario pensarlo in maniera strategica, calibrandone il contenuto in relazione allo studio a cui punti. Fare un portfolio generico che non risulti allineato con lo studio a cui stai rivolgendo la tua candidatura ti farà solamente sprecare tempo e fatica.  

Cercherò di esprimerti meglio il concetto: Prendiamo l’esempio di Renzo Piano e Vudafieri e Saverino. Sono due studi al top ma che operano in ambiti estremamente differenti. Se vuoi candidarti per Renzo Piano, mostrare competenze  in ambito tecnico ed ingegneristico può rivelarsi una carta vincente. Inoltrare lo stesso portfolio a Vudafieri e Saverino che si occupano quasi esclusivamente di interior design è una mossa un po’ fuori target. 

Photo by Claudia Lorusso

STEP 1

Dunque il primo passo per realizzare un portfolio vincente è quello di documentarsi sul tuo target. Qual è il suo core business? che tipo di lavori ha all’interno del suo portfolio? 

Devi cercare di essere come un raggio laser, totalmente allineato rispetto alle esigenze dello studio a cui ambisci. 

Prendi spunto da Steve Jobs. Quando tornò alla guida dell’azienda dopo essere stato allontanato, la prima cosa che fece è eliminare ogni prodotto superfluo non in linea con la filosofia dell’azienda e con i bisogni del suo pubblico. Lo stesso devi fare con il tuo portfolio. Immaginati nei panni del curatore di una mostra artistica.  

Il concetto alla base è semplice:  

Un portfolio è una vetrina dei tuoi lavori passati che mostra in che modo le tue competenze combacino con le esigenze dello studio a cui punti.  

Tutto ciò che non in linea rappresenta una distrazione per chi è chiamato a valutarlo e di conseguenza un ostacolo al successo del tuo portfolio. 

STEP 2

Il secondo step è decidere il messaggio che vuoi comunicare e scegliere i progetti che lo supportino coerentemente.

 Ad esempio il progetto di una chiesa porterà con sé dei temi legati all’utilizzo della luce e di riflessioni sul concetto di spazio, un progetto di uffici sarà più incentrato sullo studio della funzionalità e dei layout distributivi, mentre il progetto di una residenza è prevalentemente incentrato sul tema legato allo sviluppo di una determinata tipologia edilizia. 

A seconda delle abilità che vuoi mostrare (utilizzo della luce naturale, capacità di progettare layout distributivi, utilizzo del tipo) presenterai una tipologia di progetti a dispetto di un’altra.  

Non solo è importante la scelta dei progetti, ma anche il modo in cui li presenti. 

E’ necessario che i tuoi lavori siano posti sotto una luce unica che dimostri la tua creatività ed il tuo pensiero critico. Per farlo devi mostrare l’idea architettonica che sta alla base del progetto.                                               

Poniamo l’esempio che all’interno del portfolio sia presente il progetto di una piccola residenza, generalmente non è un progetto che possa dirsi “rivoluzionario”.  

Tuttavia se osservi una casa progettata da Alberto Campo Baeza ed una da Tadao Ando coglierai nettamente le differenze perchè alla loro base possiedono una proposta di progetto ben definita.

 

I progetti presenti all’interno del tuo portfolio dovrebbero suscitare una sensazione simile.  

Ipotizziamo che la tua villa unifamiliare tratti il tema della sostenibilità ambientale.  

Per raccontarlo dovresti mostrare le tecniche che hai applicato per concretizzare la tua idea di progetto. Mostrando le strategie che hai utilizzato per permettere alla luce di inondare gli spazi pubblici, all’ubicazione per utilizzare le tettoie della vegetazione locale per l’ombreggiatura  e  le strategie relative all’uso dell’acqua ed in che modo queste sono diventate degli elementi architettonici, se hai preso spunto dalle architetture del passato come le torri del vento o gli igloo etc. 

Creatività e pensiero critico, sono queste due parole chiave che ti permetteranno di distinguerti dagli altri.  

Farcire il portfolio di render fotonici non ti aiuterà a dimostrare la tua capacità progettuale.  

STEP 3

Il 3 step riguarda la copertina.  

Mi rendo conto possa sembrare una cosa banale, tuttavia ricorda che la prima impressione è quella che conta.  

Anche la copertina contribuisce al successo del tuo portfolio.  Una copertina neutra con le iniziali del tuo nome non aggiunge nulla al messaggio che vuoi comunicare. 

Affinchè possa definirsi davvero efficace una copertina ti consiglio di seguire queste due indicazioni:  

1 inserisci sia il soggetto del portfolio sia il periodo a cui il portfolio si riferisce (ad esempio: Mario Rossi – selezione dei lavori 2020-2021). 

2 Adeguala al tuo target. Poniamo che te abbia intenzione di inoltrare la tua candidatura ad uno studio specializzato nelle costruzioni in legno. Avere come sfondo di copertina una texture in cemento o un progetto che ha dei rivestimenti in marmo o plastica non avrebbe lo stesso impatto di una texture in legno. 

PENSARE IN MANIERA STRATEGICA: IL POSIZIONAMENTO

L’amara verità è che non conta quanta esperienza tu accumuli o quanti software impari ad usare, ci sarà sempre qualcun altro all’interno del mondo del lavoro che possiede le tue stesse abilità o la tua stessa esperienza.  Prima accetti questo fatto prima inizi a pensare in maniera strategica.

Tradotto in soldoni (quelli che spereresti di ottenere inviando il tuo portfolio in giro) non devi considerarli come la merce principale spendibile sul mercato del lavoro.  

Quello che ti consiglio di fare è iniziare ad articolare una proposta di valore unica pensando al tuo posizionamento sul mercato. Se non hai idea da dove iniziare ti consiglio di dare un’occhiata a quest’articolo.

Considera la dichiarazione di posizionamento alla stregua di un manifesto che utilizzi per definire la tua direzione, ciò che pensi possa contraddistinguerti dagli altri candidati permettendoti di assolvere a specifiche esigenze del tuo potenziale datore di lavoro.  

Senza un chiaro focus, corri il rischio di non riuscire a stabilire un posizionamento ben definito con la conseguenza di produrre un portfolio generico che corrisponde più ad una carrellata di lavori che ad un portfolio tagliato su misura. 

Se sei in possesso di premi, corsi, workshop e riconoscimenti che hai e che pensi supportino la tua proposta citali. In questo modo rafforzerai la tua candidatura. 

Come avrai capito la parola chiave è: “differenziazione”. Oltre agli elementi che ti ho indicato sopra ne esiste un altro che contribuisce a definire le tue unicità.  

Possiamo catalogarle come “soft skills” o più semplicemente, passioni. Queste abilità che hai coltivato lungo il corso degli anni nei più svariati ambiti hanno portato in dote con sé un’eredità che ti può aiutare anche in altre situazioni.   

Poniamo l’esempio che te abbia una passione per il bartending e che in passato abbia lavorato come barman. All’apparenza sembrano due mondi inconciliabili, riflettendoci, un barman in discoteca è chiamato a lavorare sotto una pressione decisamente importante, risolvendo in un tempo praticamente nullo i problemi che possono sorgere.  

Comprenderai come la capacità che hai maturato come barman di lavorare sotto pressione può tornare decisamente utile anche nel tuo lavoro di architetto (soprattutto in fase di consegna).    

Bene, direi che per oggi è tutto. Ora sei pronto per “tentare di conquistare il mondo” o il lavoro dei tuoi sogni 😉

CONCLUSIONI

Ricapitolando, per realizzare un portfolio vincente devi: 

Analizzare gli studi in cui ti piacerebbe lavorare e proporre loro un portfolio in linea con i loro campi di specializzazione.

Decidere il tema del tuo portfolio e selezionare dei lavori che supportino il messaggio che vorresti comunicare.

Pensare ad una copertina coerente con il tuo target.

Capire come differenziarti dagli altri.

Direi che per oggi è tutto.

Un abbraccio e vai piano

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